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Il lavoro in nero a Londra

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Il lavoro in nero è una realtà che purtroppo esiste in tutto il mondo, nonostante i tentativi di combatterla che giungono da tutti i fronti. Sicuramente vi sono sistemi statali che “lavorano” meglio di altri e riescono a garantire un maggior rispetto delle leggi da parte dei cittadini, così come esistono società con una coscienza civile maggiormente sviluppata rispetto ad altre.

Tra le nazioni più “virtuose” d’Europa possiamo sicuramente annoverare l’Inghilterra, il cui tasso di evasione fiscale è tra i più bassi d’Europa. Bisogna ricordare, però, che nonostante un positivo andamento generale, anche in UK esiste il fenomeno del lavoro in nero.

Molti degli stranieri che si trasferiscono in UK hanno delle aspettative particolarmente elevate su quale sarà la propria situazione lavorativa nel Paese e, per questo, tendono ad “abbassare la guardia”, credendo ingenuamente che certe dinamiche a Londra (e in generale in UK) non esistano. Questo errore viene compiuto anche da moltissimi italiani, col risultato che può capitare di incappare in offerte lavorative al limite della legalità.

Come riconoscere il “lavoro in nero” in UK

Anche in inglese esiste una terminologia specifica per indicare queste forme di lavoro illegale, basata su espressioni che possono variare tra le varie nazioni madrelingue.

Il termine inglese che identifica il lavoro in nero nella lingua inglese britannica è “cash in hand” (che letteralmente significa “soldi in mano“), ma è possibile parlare anche di “lump labour” o semplicemente “the lumb“.

Cosa comporta lavorare in nero a Londra

Individuare le possibilità di lavoro in nero a Londra è molto importante per non incorrere in possibili sanzioni penali: lavorare senza regolare contratto e percepire uno stipendio senza pagare le tasse, è considerato un reato sia per il datore di lavoro che per il lavoratore.

Così come i datori di lavoro disonesti non hanno nè nazionalità nè colore e sono presenti dappertutto (anche se in percentuali variabili), allo stesso modo esistono lavoratori che preferiscono lavorare illegalmente per:

  • prendere i benefit dallo stato inglese,

  • percepire la disoccupazione in Italia (qualora la residenza sia ancora nel Paese d’origine),

  • svolgere due lavori contemporaneamente e pagare le tasse solo su uno dei due stipendi,

  • usufruire delle agevolazioni previste in Inghilterra per chi guadagna il minimo sindacale o non ha un lavoro, come corsi di lingua gratuiti e sconti di vario genere su beni e servizi.

Lavorare “cash in hand”, quindi, è illegale tanto per il datore di lavoro che per il lavoratore e i contravventori che operano sul suolo inglese rischiano di incorrere in pene severe.

Le sanzioni previste per il lavoro “cash in hand”

Il governo inglese ha a disposizione degli utenti una linea diretta contro le “Tax Evasion Hotline“, per favorire i cittandini nella segnalazione di irregolarità fiscali dal punto di vista del lavoro.

Le possibilità di segnalare un datore di lavoro che paga in nero i suoi dipendenti sono due: è possibile compilare un modulo disponibile online sul sito web dell’HM Revenue&Customs, oppure telefonare al numero 0800 788 887 disponibile dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 18.00.

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