Vivere a Londra / Eventi a Londra / Live music / Caparezza / Eroe (storia Di Luigi Delle Bicocche)
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Il testo della canzone

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

I VOSTRI COMMENTI

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Claudia
“Devo ammettere che il dover ‘commentare’ una canzone mi ha ricordato il liceo e quando ci si chiedeva di fare un commento con analisi di una poesia. E puntualmente era una rottura di scatole XD Non sono mai stata molto brava con le parole e non riesco a dare ordine ai pensieri o alle emozioni che mi suscitavano.. Mi ritrovo un pò in quella situazione, ora. E’ difficile fare un commento di questa canzone, Eroe, che personalmente considero una delle più belle di Caparezza. E’ difficile perchè la musica, come la poesia, è molto soggettiva. La si fa propria e la si interpreta a seconda delle proprie esperienze (o esigenze). Questo è un brano a cui sono molto affezionata e che sento (indirettamente) mio. Ho una famiglia che giorno dopo giorno si alza dal letto e lotta. Ho un padre che lavora da una vita per assicurarci un’esistenza dignitosa, che ha sudato e si è spaccato la schiena per farci passare anche qualche bel capriccio. Che certi giorni lavora 12 ore su 24, ma che vedo sempre tornare con un sorriso stampato in faccia e con una parola di bontà in bocca, cosciente che ogni suo gesto e azione ha sempre come fine ultimo me e mio fratello. Adoro questa canzone perchè mi fa pensare a lui e a mia madre tutte le volte. E’ una canzone che dedico loro, in grado di parlare al posto mio, in grado di esprimere la mia gratitudine e stima nei loro confronti. Adoro questa canzone perchè tratta di un lavoratore che per amore della propria famiglia è in grado di smuovere mari e monti, in grado di rialzarsi con dignità e lottare giorno dopo giorno.. Perchè parla di un padre di famiglia che nonostante sia messo alle strette dalla vita e dai suoi quotidiani problemi resta se stesso e non scende a patti, non cerca soluzioni facili, non si piange addosso ma si rimbocca le maniche e lavora. L’adoro perchè è portavoce di una realtà concreta, che parla di tutte quelle braccia che costruiscono questo paese nell’anonimato con forza ed umiltà. Di tutti coloro che lottano o hanno lottato mettendo da parte i propri sogni per amore di un valore. Perchè è così che si comporta un eroe, dopotutto.. E un Onesto Lavoratore è proprio questo: Un Eroe. Tengo conto, ed apprezzo molto, il fatto che questa non sia una canzone scritta con l’intento di per smuovere gli animi e accaparrare consensi, ma una canzone scritta con cognizione di causa da qualcuno che SA di cosa sta parlando. Grande Caparezza. E grazie di tutto ciò che fai, anche senza saperlo!”
Davide
Giulia
“Mi ricorda un (Giuseppe) Delle Bicocche. Un operaio che tornava a casa tutte le sere, stanco, stanchissimo, ma che non faceva mai mancare niente alla sua famiglia, niente. Nemmeno una pizza il sabato sera, anche se da festeggiare non c’era nulla se non la settimana da muratore finita quella mattina (perché gli straordinari si facevano sempre, che “”..magari a settembre ti porto al mare.””) e quei 20 € per una pizza con la tua principessa, la tua bimba. Un (Giuseppe) Delle Bicocche che non si è fatto tentare dal videopoker, perché da eroe il suo sangue se lo prendevano il cemento e la cassa edile, Un (Giuseppe) Delle Bicocche che a forza di lavorare, tutti i giorni, sotto il sole e sotto la neve, per i suoi ragazzi si è ammalato e oggi non c’è più. Un (Giuseppe) Delle Bicocche che ha combattuto per una pensione di cui i suoi due ragazzi oggi possono godere solo a metà, perché anche se sei un eroe e ti spacchi la schiena e non gratti, non vinci, non trinchi, alla fine è così. Un (Giuseppe) Delle Bicocche che nonostante questo è andato sempre a votare perché nonostante tutto sempre fedele alla sua bandiera. Mi ricorda un (Giuseppe) Delle Bicocche, che era un eroe, che era un papà, il mio papà, straordinario tutte le sere, anche quando da sorridere non c’era niente, ma lo faceva per te, per far sorridere te, fino in fondo, fino a quando pesava meno di te che a 18 anni ti prendeva cura di te come lui faceva quando eri piccola. Perché mi ricorda il mio di eroe.”
Francesca
“Sono Francesca, una ragazza di 18 anni, orgogliosamente sarda. Tutte le canzoni di Caparezza celano in sé un messaggio che penetra nelle viscere di chi ascolta attraverso ironie e sottili riferimenti, rese palesi dal testo e dal modo in cui esse vengono interpretate. Ho scelto “Eroe” non perché sia la migliore, anche perché in tal caso la scelta si rivelerebbe impossibile, ma perché il testo è pregno di riferimenti alla difficile situazione della mia terra, la Sardegna. Nel mio paese ci sono tanti eroi contemporanei, tanti “Luigi delle Bicocche” che ogni giorno si spaccano le nocche lavorando in miniere. Alcuni il sole lo vedono soltanto dopo il tramonto, quando possono tornare al proprio focolare domestico. Altri, in seguito a qualche tragica fatalità, non lo vedono più, purtroppo. Ci sono uomini devastati dalla crisi che trovano come unico rifugio il calore di un Bar, e lì restano con gli occhi stanchi e lo sguardo spento, tentati dal videopoker, convinti che possa donargli chissà quali ricchezze. Gettano i propri risparmi, consapevoli che nessuno potrà mai comprenderli veramente se non chi vive nella stessa situazione. E intanto, quasi paradossalmente, risparmiano incessantemente, costretti a non potersi concedere neppure un piccolo lusso per far fronte alle tante difficoltà finanziarie che, come un cappio al collo, li strangolano quotidianamente. Eppure sono persone oneste, nonostante la propria rabbia quasi li spinga a “devolvere l’8×1000 a SNAI”. Persone che non cedono agli usurai, non si inchinano al volere del consumismo, ma continuano a lottare consapevoli di star costruendo un futuro per la propria famiglia. Canta ancora Caparezza, immedesimandosi in un eroe-operaio “io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso, quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera”. Una triste poesia, la verità di un paese che non si sente più italiano. Noi giovani Sardi ora siamo costretti ad emigrare, a rinnegare la terra che tanto amiamo soltanto perché non offre prospettive. Siamo costretti a vedere i nostri padri soffrire, abbandonarsi alla malavita, indebitarsi, sguazzare nella propria povertà soltanto per darci un futuro stabile. Sentire questa canzone, di cui ho volutamente e velatamente citato alcuni frammenti del testo, mi fa pensare ai pranzi di famiglia con uomini dalle mani callose e dai muscoli forti. Mi fa pensare ai lavoratori isolani, sottovalutati, dimenticati, eppure più forti di tutto. Eroi che solo una personaltà sensibile ed intelligente come quella di Michele ha saputo esaltare a dovere, descrivendone debolezze e meriti, in un inno al lavoro. E alla dignità che non c’è.”
Emanuele
“Mie preferite sono anche: “”Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti”” e “”Non siete stato voi””. Mi sono sempre interessato a temi politici, sociali ed economici e solo dopo essermi attivato in prima persona per poi abbandonare l’idea di influenzare direttamente l’ambiente circostante, ho capito che su può migliorare realmente solo se cambia la mentalità delle persone. Questo è possibile con diverse forme d’espressione e il campo scelto dal vostro gruppo è forse il migliore, perlomeno oggi. Bisogna commuovere e far muovere perché come diceva Don Gallo: “”Bussate e vi sarà aperto, ha promesso Gesù. Ma se insistono a non volervi aprire, buttate giù la porta””! Io non sono credente ma anche l’uomo di cui ho riportato la frase pur essendo un prete diceva di adottare come comandamenti gli articoli della Costituzione. Voi in qualche modo riuscite a scuotere le coscienze, a porre un punto di vista alternativo ma costruttivo. Nelle vostre canzoni ritrovo gli insegnamenti di mio padre e mia mare, la rabbia da convertire in energia positiva per un migliorando. Esprimete genialità. Conosco degli eroi molto da vicino e con questa canzone siete riusciti a rendergli giustizia. Quando ascolto Eroe mi emoziono come un vero uomo che lava i piatti e penso che dopo tutto forse c’è ancora speranza. Grazie comunque.”
Claudio
Ugo
Vincenzo
“Ciao Capa, sono Vincenzo, ho 15 anni e vengo da Palermo. Ho scelto questa canzone perché che tu ci creda o no a differenza del 99% della gente che ti ha conosciuto per pezzi come ‘Vengo dalla luna’ o ‘Fuori dal tunnel’, io fortunatamente ti ho conosciuto proprio con Eroe(storia di Luigi Delle Bicocche). Fortunatamente perché molto probabilmente se non fosse stato così avrei mandato subito in avanti la playlist, non perché le altre non mi piacciano, anzi, ma perché Eroe è il pezzo che per antomasia rispecchia la mia e la vita del mio più grande eroe, mio padre. Non gliel’ho mai detto ma è così. È buffo e paradossale il fatto che mi stia confidando con te, infondo non ti conosco proprio dici tu; io conosco solamente la rappresentazione di Caparezza, non conosco Caparezza. Conosco la rappresentazione di Michele Salvemini, non Michele Salvemini. Conosco colui per cui ti spacci, non te. Mia madre mi ha sempre insegnato a non parlare con gli estranei, eppure lo sto facendo. So che molto probabilmente non leggerai mai questa lettera ma devo sapere chi sei, ormai questo quesito mi atterrisce quasi da un anno. Devo sapere chi si cela dietro l’opera ‘ceci n’est pas Caparezza’!Chi c’è? Chi c’è dentro la vasca piena di M con cui quotidianamente ti lavi la faccia pur potendone facilmente fare a meno? Chi c’è dietro quelle rime che mi hanno fatto diventare quel che sono? Chi c’è dentro quella crisalide che può far diventare Mikimix Caparezza? Chi c’è dietro quel genio musicale che è in grado di non riuscirsi a farsi inserire in un genere ben definito neppure da Wikipedia? Forse merito una risposta, o forse non la merito affatto. Fatto sta che solo il pensiero che tu possa leggere questa lettera mi rende più felice. Ma adesso basta sporcare la mia lingua con le tue feci, quindi a presto.(?)”
Lucia
Vignati
Giampaolo
Michela
Francesca
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