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Londra diventerà la “Dubai sul Tamigi”

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Londra è da sempre la città dei grandi edifici e dei grattacieli, i cui profili disegnano la celebre skyline che identifica la capitale agli occhi del mondo. Le immagini del tramonto sul Tamigi, con i peculiari profili degli edifici-simbolo della città sullo sfondo, potrebbero ben presto essere alterate in maniera considerevole, a causa di una serie di progetti che prevedono la costruzione di oltre 230 nuovi grattacieli nei prossimi anni.

Da un lato questo sviluppo urbano va di pari passo con la crescita esponenziale della popolazione e dell’economia londinese, nonchè con l’acquisizione di un prestigio sempre maggiore agli occhi del mondo, ma la destinazione della quasi totalità dei nuovi edifici ad abitazioni private (si parla dell’80% e oltre), solleva alcune importanti perplessità.

Il dibattito in corso è stato stimolato dalla pubblicazione, da parte dell’agenzia londinese Hayes Davidson, di una riproduzione tridimensionale del futuro aspetto dell’orizzonte cittadino, con l’inserimento di alcuni dei nuovi progetti edilizi in corso di realizzazione. I dettagli di buona parte di essi sono ancora sconosciuti al pubblico o sono ancora in fase di approvazione da parte delle autorità locali, pertanto è auspicabile che il paesaggio subisca modifiche ancora più rilevanti.

Progresso o speculazione edilizia?

Quest’immagine ha prodotto un grande impatto sul pubblico, che oggi si domanda se l’effetto di questa trasformazione della città non porti conseguenze negative per la sua vivibilità. Il fascino del progresso tecnologico potrebbe mostrare il rovescio della medaglia, e c’è chi denuncia una scarsa disponibilità di informazioni su ciò che si andrà a realizzare.

Quali sono gli aspetti che preoccupano di più?
Innanzitutto la presenza di un gran numero di grattacieli a ridosso del fiume, che potrebbero “soffocare” il corso del Tamigi andando a ridurre gli spazi di “sfogo” dell’acqua, e che non renderebbe più fruibile una porzione del lungofiume ai passanti. L’altezza dei palazzi (si parla di edifici che potrebbero superare i 50 piani), inoltre, impedirebbe ai raggi del sole di illuminare direttamente l’area, andando a compromettere quei paesaggi tanto cari ai londinesi.

L’ombreggiatura costante di alcune zone della città preoccupa anche dal punto di vista climatico: la capitale inglese deve fare i conti con il clima nordeuropeo e con la discontinua presenza del bel tempo, di cui gli abitanti vorrebbero godere appieno soprattutto durante i mesi estivi.

Da un lato dunque si ha un’imponente manifestazione delle ultime innovazioni tecnologiche e di design a livello mondiale, che confermano la primaria importanza della capitale inglese nel panorama internazionale, apportando sicuramente un considerevole valore aggiunto agli occhi di imprenditori e possibili investitori. Dall’altra parte, però, rimane la medesima domanda di sempre: a quale costo?

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