Gianfranco Zola a Londra

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Gianfranco Zola nasce a Oliena nel 1966, gioca le sue prime partite nella squadra locale, la Corrisi. Nel 1984 inizia la sua carriera nel Nuorese, con la quale gioca per due stagioni. Nel 1986 approda al Torres facendola avanzare dalla serie C2 alla C1 . Nel 1989 approda al Napoli, finalmente un campione come lui in serie A. Il Napoli lo stesso anno vince il campionato anche per merito di Zola, che segna gol importanti in due partite decisive.

L’esperienza nel Napoli gli dà la possibilità di giocare al fianco di calciatori del calibro di Fonseca e Maradona. Da quest’ultimo è talmente stimato che quando lascia il Napoli gli passa la maglietta numero 10. Nel 1991 il Napoli vince la super Coppa Italiana e lui viene convocato nella nazionale allenata da Arrigo Sacchi. Successivamente il Napoli lo vende per rientrare nel bilancio. La stagione calcistica 1993/94 lo vede protagonista nel Parma, dove conduce una carriera brillante in una squadra che fa scintille.

I problemi per lui subentrano quando la conduzione della squadra passa da Nevio Scala a Carlo Ancellotti, che lo costringe a lasciare la squadra nel 1996. L’Inghilterra ridà una speranza al nostro Zola che ricominciando dal Chelsea esplora un nuovo universo. Nel Chelsea vanta un’ottima carriera, porta la squadra a vincere la Coppa d’Inghilterra, la Coppa di Lega Inglese e la Coppa delle Coppe. I supporters della squadra lo chiamano magic box per le magie che compie in campo e per la sua statura.

Anche in questa squadra riesce a farsi amare dai compagni e dai tifosi. Nel 1997 ottiene la nomina di giocatore dell’anno nella FWA (Football Writers’ Association), un premio assegnato ai calciatori della Premier League. Nel 2001 lascia il Chelsea nonostante gli appelli dei tifosi e dei dirigenti della squadra. In suo onore, per distoglierlo dal tornare in Italia, viene organizzata una serata, la “Zola Tribute Night”, un grande evento tutto per lui. Ma magic box non cambia la sua decisione, vuole tornare in Italia e le sue motivazioni tolgono ogni dubbio e speranza ai suoi tifosi.

Gianfranco Zola vuole far crescere i suoi bambini nel paese d’origine, vuole che parlino italiano e vuole diventare ciò che la sua famiglia voleva che fosse stato, un padre con del tempo da spendere vicino ai suoi figli. In Inghilterra lascia il segno tanto che in seguito gli viene concessa un’onorificenza proprio dalla Regina Elisabetta. Tale onorificenza è la MBE, membro onorario dell’ordine britannico, conferitagli per il suo temperamento in campo e per la sua correttezza, per il talento e per la sua riservatezza nella vita privata. Zola commosso risponde dicendo che non avrebbe mai immaginato di poter ricevere tante attenzioni, figurarsi dalla Regina.

Lasciare Londra non gli è semplice, vi avrebbe trascorso tutta la vita ma da buon Italiano ha sentito il richiamo della patria e ha voluto regalare i suoi ultimi anni da calciatore al Cagliari. Nei suoi 7 anni nel Chelsea, è stato talmente un buon ambasciatore della classe italiana che fu motivo d’orgoglio per tutti gli italiani. In particolare, i tifosi del Cagliari gli trasmisero la loro stima con uno stiriscione che recitava “Sir Zola Sardinia pride”. La sua filosofia è sempre stata: divertirsi per le vittorie e accettare le sconfitte.

È così che ritorna nella sua Sardegna, sia come uomo che come calciatore, gioca nel Cagliari regalandole la seria A. Nel 2005 lascia il mondo del calcio come calciatore e continua la sua carriera da commissario tecnico dell’Under 21. Anche in Italia gli viene conferita un’alta onorificenza, nominato Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Si tratta non solo di un ottimo giocatore, ma di un uomo umile che non ha mai negato autografi e sorrisi ai suoi ammiratori, ecco perché rimarrà sempre nei cuori di tutti gli sportivi.

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